44.3 - Ci Sono Anch'io - Balsite: archeologia e non solo

07/11/16

Balsite: archeologia e non solo 

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di importanti restauri lignei dove l’utilizzo della Balsite ha risolto il problema della stuccatura, grazie alla sua buona adesione e alla contemporanea elasticità. Alcuni di questi interventi sono stati descritti in precedenti articoli del Bollettino CTS [1], oppure nel sito dedicato [2], mentre tra i più recenti vogliamo citarne due di particolare interesse. 

-  Il primo è il lavoro svolto dalla restauratrice Anna Paola Garberini sul soffitto ligneo barocco della Collegiata di San Simeone ad Alvito (FR) [3]. Il soffitto a cassettonato, risalente al XVIII secolo, presentava lacune estese, anche di 20-25 cm2, e la Balsite è stata selezionata tra molti altri stucchi per la sua elasticità. Questa proprietà permette di evitare così la creazione di tensioni, data la sua capacità di seguire i piccoli movimenti del legno dovuti alle naturali escursioni termoigrometriche annuali.  Inoltre la sua leggerezza ha evitato l’eccessivo appesantimento del cassettonato

-  Il secondo intervento è relativo al restauro della stele di Durga Mahisasuramardini; una scultura lignea policroma proveniente dal Nepal e conservata al Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” a Roma [4]. Nel restauro, eseguito da Maria Gigliola Patrizi, la Balsite è stata impiegata per la chiusura di tante piccole lacune dovute a chiodi arrugginiti rimossi, e di microfratture dell’area retrostante. Le stuccature sono state poi integrate con colori Gamblin. 

Oggi vogliamo però centrare l’attenzione sull’abbinamento di questo stucco con materiali particolari, come il legno bagnato, l’osso, l’alabastro.
Nelle operazioni di restauro delle antiche navi romane rinvenute a San Rossore (Pisa), la Balsite è stata selezionata per la stuccatura delle fessurazioni del legno bagnato. Questo è stato consolidato con la tecnica della Kauramina, ma naturalmente era impossibile recuperare completamente le distorsioni e le variazioni dimensionali che erano avvenute nei secoli. Quindi era necessario creare delle connessioni tra gli elementi lignei, in modo da ottenere una certa adesione, ma anche senza introdurre un materiale troppo resistente. Nel caso di eventuali movimenti di assestamento, quasi inevitabili, dovrà rompersi lo stucco e non il legno originale: la Balsite consente di ottenere questo risultato, fornendo contemporaneamente una sufficiente adesione. Per la descrizione completa dell’intervento, si veda l’articolo pubblicato su Gradus [5].  

Un altro utilizzo in campo archeologico è stato descritto da Paolo Reggiani ed Elena Ghezzo nell’articolo
Dal sequestro al completo recupero: il restauro della lince della “Grotta del Gattopardo” (Savona)”, pubblicato su Museologia Scientifica nuova serie 9: 62-68 (2015).

Lo scheletro della lince ha una storia travagliata: proveniente da uno scavo illegale, era stato malamente restaurato e posto in vendita su un sito internet olandese, infine recuperato grazie alle indagini del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico di Monza, coadiuvato da Interpol e polizia olandese.

Una volta recuperato si è reso necessario un intervento, stavolta corretto, di restauro. Il consolidamento delle ossa fossili è stato effettuato con soluzioni diluite di Paraloid B72, e il loro incollaggio con Mowital B60 HH, un polivinilbutirrale.
Nel precedente restauro erano state effettuate delle ricostruzioni utilizzando resine poliestere ed epossidiche rigide, che sono risultate problematiche nella rimozione, e si è quindi optato per lasciarle.
La ricostruzione di altre porzioni mancanti, di importanza strutturale, e la chiusura delle fessure, sono state eseguite con Balsite, che in un futuro potrà essere rimossa facilmente grazie alla sua flessibilità.
La Balsite era stata utilizzata con ottimi risultati già nel 2009, durante un intervento di restauro di un cranio e una mandibola di Megatherium cuvieri, conservati presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e durante gli interventi di restauro eseguiti sui resti fossili di alcuni odontoceti provenienti dal bellunese e conservati presso il Museo di Geologia Paleontologia e Geofisica dell’Università degli Studi di Padova.
 

Infine l’applicazione su alabastro è stata descritta in “A case study on polychromed alabaster: The Virgin of the Castle of Cullera”, [6], lavoro presentato alla conferenza Polychrome Sculpture, tenutasi a Glasgow nel 2012.
Si trattava di una statua di Madonna con bambino in braccio, in alabastro parzialmente policromo: per la fragilità del materiale nel corso dei secoli si erano verificate sia delle rotture, sia delle perdite di volumi, anche in zone strutturali come il collo del bambino, e il velo della Vergine. Queste lacune sono state risolte con la Balsite, che poi è stata ritoccata con acquerelli e la tecnica del rigatino.
Infine sia le superfici policrome che quelle in alabastro sono state verniciate con Regal Varnish Mat.    

Per saperne di più:

1.   
Il precedente Bollettino CTS in cui si è parlato di Balsite è il 23.2_ La Balsite multiforme, del 2010.

2.    Visita il sito dedicato: www.balsite.ctseurope.com 
3.   
Anna Paola Garberini, Alessandra Acconci, Luciano Rea “Il restauro di un soffitto ligneo del XVIII sec. Nella Val Comino. Una scelta culturale per conservare l’opera d’arte: un equilibrio tra storicizzazione, deontologia e risultato estetico, Atti del XIII Congresso Nazionale IGIIC, “Lo Stato dell’Arte”, Venaria 22/24 ottobre 2015.

4.    
Il dio benevolo e la dea inaccessibile - Sculture dall'India e dal Nepal. Studi e Restauro. A cura di Laura Giuliano, Massimiliano A. Polichetti, Gangemi Editore (2014).

5.    
C. Calcagno, A. Camilli, F. Fiesoli, F. Gennai; “Attività di restauro della nave “I” nel cantiere delle Navi”, Gradus, 2014 9.1, pp.25-29

6.     B. Mañas Alcaide, L. Ferrazza, D. Juanes Barber. Poster 2014. A case study on polychromed alabaster: The Virgin of the Castle of Cullera. In: K. Seymour (ed) Polychrome Sculpture: Artistic Tradition and Construction Techniques Proceedings ICOM-CC Interim Meeting, Working Group Sculpture, Polychromy, and Architectural Decoration, Glasgow 13-14 April 2012.
-
-
-