44.1 Ci Sono Anch'io - A volte ritornano... gli Aquazol!

07/11/16

A volte ritornano…. gli Aquazol!  

È cosa nota che il settore del restauro sia una nicchia di mercato insignificante per tutti i produttori di polimeri. Da alcuni mesi, per questioni di distribuzione, l’Aquazol 200 era dato per morto, con grande disappunto di tutti coloro che lo avevano utilizzato con buoni risultati, e si temeva anche una analoga fine per il tipo 500.
Ora CTS è riuscita a riattivare la fornitura di entrambe le tipologie, e approfittando di questa buona notizia vogliamo portare sotto i riflettori un articolo recentemente uscito su Progetto Restauro della casa editrice Il Prato, da cui riportiamo una sintesi.
Nell’articolo si approfondisce la pratica della velinatura con i cerotti di Aquazol, e questa particolare procedura, come quella della velinatura a ciclododecano, è stata oggetto di 4 incontri teorico-pratici tenutisi nell’arco del 2016 a Como, Milano e Firenze, dal titolo “La velinatura, come?”, incontri che hanno visto coinvolti quasi 80 professionisti del settore.  

Nell’articolo gli autori affrontano la pratica della velinatura dei dipinti su tela, con alcune riflessioni alla luce del minimo intervento, su “quando” sia opportuno realizzarla, e soprattutto “come” eseguirla.
In particolare, è stata affrontata la situazione in cui si ha la necessità di procedere ad operazioni di risanamento del retro del supporto, come la rimozione di foderature, o l’asportazione di vecchi materiali di consolidamento inidonei e/o alterati.
In simili circostanze è necessario che la metodologia di rimozione dei materiali da asportare non comprometta l’adesione della velinatura. Una strada per ottenere questo risultato è quella di utilizzare materiali insolubili nei rispettivi solventi, e quindi di polarità opposta.
In questa logica gli adesivi per la velinatura dovranno rispondere a un duplice requisito:
- garantire un adeguato potere adesivo a livello della superficie pittorica;
- non penetrare nei substrati, in modo da non inquinare ulteriormente la morfologia del dipinto e non ostacolare l’asportazione dei materiali da rimuovere sul retro.
Dopo aver affrontato l’opzione ciclododecano per la rimozione di materiali idrosolubili con gel di agar, gli autori hanno affrontato il caso in cui un dipinto sia stato trattato con adesivi/consolidanti a base cerosa o contenenti paraffina (come il Beva), oppure a polarità medio-bassa (come il Plexisol P550), per la cui rimozione è necessario l’utilizzo di solventi organici a bassa polarità.
Dal momento che “il simile scioglie il simile” ed essendo lo stesso ciclododecano una paraffina, la diffusione capillare del solvente apolare nei substrati finirebbe per scioglierlo, provocando inevitabilmente il distacco della velinatura sul fronte.
Ne consegue che si deve sempre rispettare il principio di opposta polarità tra i materiali da asportare sul retro del supporto ed i materiali protettivi temporanei da applicare sul fronte.
Sarà quindi necessario utilizzare degli adesivi di natura polare, e fra le varie opzioni attualmente disponibili abbiamo l'Aquazol 500, solubile in acqua e in un ampio range di solventi organici polari (alcoli e chetoni). Si caratterizza per un peso molecolare che presupporrebbe l’assenza di penetrazione nelle pellicole ad olio, ad eccezione delle fessure dei cretti.
Per minimizzare anche il problema del passaggio dell’Aquazol 500 nei substrati attraverso le fessure del colore, la metodologia messa punto esclude del tutto l’applicazione diretta, come quella consueta nella velinatura tradizionale a colletta, in quanto l’adesivo viene steso su una velina (
carta giapponese bollorè, con grammatura pari a 22 g/m2), creando dei veri e propri cerotti protettivi. 

Per evitare che l’elevata polarità dell’Aquazol in ambiente acquoso possa avere effetti collaterali a carico della pellicola pittorica è sufficiente tenere sotto controllo pH e concentrazione ionica, in parallelo ai valori caratteristici delle superfici sulle quali lo si intende utilizzare.
L’applicazione dei cerotti protettivi è stata realizzata ponendo ciascuna velina con il lato adesivo rivolto verso l’alto su una membrana di Melinex leggermente sovradimensionata: il film di Aquazol 500 viene riattivato con una lievissima micro nebulizzazione della soluzione tampone acetato a pH 5,6. All’atto stesso dell’umidificazione l’Aquazol 500 diviene immediatamente adesivo. Ciascuna velina viene posizionata sulla superficie pittorica tenendola supportata con il Melinex, esattamente come un cerotto. La distensione della velina sul colore viene accompagnata con leggere pressioni superficiali, realizzate tamponando la membrana in Melinex con una piccola spugna in lattice. Ottenuta una soddisfacente adesione della velina, viene asportato il supporto in Melinex. L’aggancio del cerotto protettivo viene stabilizzato accompagnandolo sempre con la spugna in lattice solo in corrispondenza di stesure pittoriche a più accentuato rilievo materico. Questa successione di operazioni viene ripetuta per l’applicazione di ciascun cerotto, sino ad ottenere il rivestimento complessivo della superficie da proteggere. Nell’accostamento dei cerotti si ha cura di affiancarli l’uno all’altro con un sormonto minimo, come consuetudine nella buona prassi di velinatura. A completa asciugatura dei cerotti ad Aquazol 500, si verifica la notevole stabilità di adesione della protezione temporanea del colore e si può quindi procedere con la pulitura del retro del supporto.
L’asportazione del tessuto di foderatura avviene rigonfiando il materiale adesivo con cicloesano e distaccando progressivamente il rintelo. Contemporaneamente, sul fronte del dipinto, si tiene sotto controllo l’adesione della velinatura. Conclusa questa fase, riscontrata sul retro la presenza di un film di Plexisol compatto e saldamente agganciato al tessuto originale del supporto, si procede al suo rigonfiamento con una miscela di cicloesano e di etilacetato 50:50 in volume. Raggiunto un soddisfacente ammorbidimento del materiale è possibile asportare il quantitativo esterno al tessuto con l’ausilio di strumenti meccanici. Non potendo ottenerne la completa rimozione materiale penetrato nelle fibre della tela originale, si opta per un suo consistente alleggerimento. Per ottenere questo risultato si utilizza un solvent surfactant gel di cicloesano, addizionato di una percentuale di etilacetato pari al 10%, ottenendo una polarità che non  interagisce con la velinatura a cerotti di Aquazol 500 sul fronte.
Condotta ad un livello soddisfacente la pulitura del retro, si prosegue con la rimozione della velinatura sul fronte, utilizzando la medesima soluzione di riattivazione, tamponata a pH 5,6 e conducibilità a 1800 µS/cm, additivata in mattonelle di gel rigido di Gellano. Tale procedura permette di ottenere con brevi tempi di applicazione lo sgancio dei cerotti protettivi di Aquazol 500, rilasciando gradualmente sulla superficie la minima quantità di umidità strettamente necessaria al rigonfiamento dell’adesivo.

Conclusioni
La velinatura a cerotti di Aquazol 500 qui descritta è proposta come un’alternativa, che, nella sua specificità, va ad ampliare ed arricchire il ventaglio di possibilità applicabili nella protezione temporanea delle superfici pittoriche.  

Per saperne di più

Leonardo Borgioli, Enrica Boschetti, Christian Tortato; “I cerotti di Aquazol 500.Una procedura alternativa per la velinatura dei dipinti”, Progetto Restauro n°79, Il Prato, Padova, 2016.

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